Come funziona il conguaglio Irpef?

Credito d’imposta italiano

La regola generale è che una persona che è residente in Italia è imponibile sul reddito mondiale a meno che non sia esente in base alle disposizioni di un trattato di doppia imposizione. Una persona non residente è imponibile solo sul reddito derivato direttamente o indirettamente da fonti in Italia.

Le aliquote fiscali del 2021 per i residenti e i non residenti vanno dal 23% al 43% più un’imposta regionale aggiuntiva tra lo 0,8% e il 3,33% Inoltre, potrebbe essere dovuta un’ulteriore imposta comunale; le aliquote variano dallo 0 allo 0,9% a seconda del comune.

In Italia è possibile presentare due tipi di dichiarazione dei redditi (modello 730 e modello Redditi): il primo può essere utilizzato dai dipendenti che si qualificano come residenti fiscali italiani per 2 anni consecutivi. Generalmente viene utilizzato dai soggetti che hanno solo redditi di lavoro dipendente e crediti e/o detrazioni da far valere. Il modello 730 può essere presentato anche dai residenti fiscali italiani che non hanno un contratto di lavoro al momento della presentazione. Il termine di presentazione è il 30 settembre successivo alla fine dell’anno fiscale.

Datore di lavoro economico italia

Pertanto a partire dalle retribuzioni del mese di luglio, i sostituti d’imposta devono effettuare in luogo e per conto del Ministero delle Finanze, le operazioni di conguaglio delle risultanze dei modelli di dichiarazione 730/2019, attraverso i modelli 730/4, dove vengono evidenziati solo i debiti e i crediti dei contribuenti e dei loro coniugi, nonché le rate da pagare in caso di conguagli IRPEF dovuti.

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Per rendere possibile il flusso dei dati, i sostituti d’imposta devono poi comunicare all’amministrazione finanziaria l’utenza telematica (propria o di un intermediario) da cui ricevere tali risultanze contabili (articolo 16 comma 4-bis, Dlgs 164/1999) utilizzando una delle seguenti opzioni (circolare A.E. 4/2018):

Le operazioni di conguaglio, sulla base delle risultanze contabili dei modelli 730/4 ricevuti telematicamente dall’Agenzia delle Entrate, devono essere effettuate dai sostituti d’imposta a partire dalle retribuzioni del mese di luglio (principio di “competenza” e non più di “cassa”), recuperando le somme a credito rimborsate al contribuente evidenziandole nel modello F24 (Risoluzione A.E. n. 13 del 10.02.2015).

Regime fiscale italiano in entrata

A queste si aggiungono alcune imposte sostitutive per alcuni tipi di reddito (ad esempio su alcuni redditi finanziari e plusvalenze) e c’è l’imposta regionale sulle attività produttive o IRAP, che si applica sul valore dell’utile netto di imprese e professionisti.

L’IRE è un’imposta sulle persone fisiche con scaglioni progressivi che si calcola sul reddito complessivo mondiale di chiunque sia residente in Italia e sul reddito prodotto in Italia di chi non è residente in Italia.

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Per quanto riguarda i soggetti non residenti in Italia è necessario consultare le convenzioni internazionali sulle doppie imposizioni concordate tra i vari Stati, ma in generale qualsiasi reddito prodotto in Italia è tassabile in Italia.

Le detrazioni fiscali comprendono la cosiddetta “no-tax area”, (una detrazione tra i 3.000 e i 7.500 euro per evitare di tassare chi ha un reddito basso), così come le detrazioni per i familiari a carico (moglie e/o figli a carico).

Regime fiscale degli espatriati in Italia

Le indennità di trasferta previste per i trasferimenti/viaggi di lavoro concorrono alla formazione del reddito imponibile per importi superiori a 46,48 euro al giorno (trasferimenti in Italia), o 77,47 euro al giorno (trasferimenti fuori dall’Italia), se non vengono rimborsate le spese di vitto e alloggio. Gli importi di cui sopra sono ridotti di:

L’assegno di ricollocazione è tassato al 50% dell’importo, per una somma che non può superare 1.549,37 euro per i trasferimenti nel territorio italiano, e 4.648,11 euro per i trasferimenti all’estero. Si noti, però, che tale trattamento di favore è riconosciuto solo per il primo anno di trasferimento.

I rimborsi delle spese di trasloco (trasporto di masserizie, spese di viaggio del dipendente e dei suoi familiari) sono completamente esenti da imposte, se rimborsati dal datore di lavoro dietro presentazione delle relative ricevute.

Se il contratto di locazione è intestato al datore di lavoro, e il canone è pagato dal datore di lavoro, la base imponibile è costituita dalla differenza tra un valore figurativo chiamato valore catastale (pari a circa 1/10 – 1/15 dell’importo annuo del canone), aumentato delle utenze eventualmente rimborsate al dipendente, e ridotto dei contributi versati dal dipendente (se presenti).

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