Come vengono tassati i dividendi in Italia?

Tassazione delle plusvalenze in Italia

Sono state emanate norme specifiche per i soggetti che adottano i principi contabili italiani Generally Accepted Accounting Principles (GAAP) piuttosto che gli International Financial Reporting Standards (IFRS) ai fini dell’informativa civilistica italiana. Tali disposizioni sono volte ad allineare le regole di determinazione della base imponibile con l’informativa civilistica (cosiddetto principio di derivazione della base imponibile del reddito d’impresa dal bilancio civilistico).

Ai fini IRAP, i proventi e gli oneri rilevanti sono quelli risultanti dal bilancio d’esercizio. I componenti positivi e negativi derivanti dal trasferimento d’azienda non rientrano nella base imponibile.

La normativa fiscale italiana consente l’applicazione di tutti i più diffusi metodi di valutazione del magazzino: last in first out (LIFO), first in first out (FIFO), costo medio. Solo per l’IRES, i prezzi di riferimento utilizzati per calcolare il valore di svalutazione delle rimanenze non possono essere inferiori ai loro prezzi di mercato nell’ultimo mese del periodo d’imposta.

Imposta sulle plusvalenze Italia

La sentenza può fornire un’opportunità per gli agenti della ritenuta alla fonte di chiedere il rimborso della differenza tra l’aliquota del 26% della ritenuta alla fonte applicata a livello nazionale e un’aliquota prevista dal trattato sull’imposta sul reddito (come l’aliquota del 15% della ritenuta alla fonte prevista dal trattato sull’imposta sul reddito tra l’Italia e il Regno Unito).

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L’Agenzia delle Entrate ha emesso la sentenza n. 156 (28 maggio 2020) riguardante la ritenuta alla fonte applicabile ai dividendi distribuiti da soggetti italiani a una SCA i cui investitori sono fondi pensione britannici. Nel richiedere il ruling, un contribuente ha chiesto all’autorità fiscale italiana se:

Nel ruling, l’autorità fiscale italiana ha risposto che sulla base dell’accordo di recesso tra il Regno Unito e l’UE (firmato il 18 ottobre 2019 e ratificato il 30 gennaio 2020), il Regno Unito non farà più parte del territorio doganale e fiscale dell’UE alla fine del periodo di transizione (31 dicembre 2020). Pertanto, se il Regno Unito e l’UE non firmano un accordo prima del 31 dicembre 2020, il Regno Unito sarà considerato uno “stato terzo” nel suo rapporto con tutti gli Stati membri dell’UE.

Ritenuta d’imposta Italia 2021

L’accettazione e il rimborso di un credito d’imposta in Italia, anche sulla base del relativo trattato fiscale, è un processo impegnativo e lungo.    A tutt’oggi, i crediti basati sulla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea (crediti EU/ECJ) riguardanti il principio di non discriminazione e la libera circolazione dei capitali e dei pagamenti come definiti nell’articolo 63 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE) sono stati regolarmente respinti o ignorati dalle autorità fiscali italiane.

La Legge di Bilancio 2021 italiana1 (la “Legge”), pubblicata il 30 dicembre 2020, e le sue nuove disposizioni sembrano essere state introdotte dal legislatore italiano al fine di impedire il perdurare di quella che sembra essere una chiara violazione dell’articolo 63 del TFUE.

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La legge prevede una serie di disposizioni molto favorevoli per gli organismi di investimento collettivo esteri (“OICR”) in società residenti in Italia, al fine di abrogare un quadro fiscale che è molto probabilmente discriminatorio nel contesto del diritto comunitario.

La legge prevede che la distribuzione di utili e/o plusvalenze derivate da OICR esteri qualificati da partecipazioni (o strumenti finanziari equiparati ad azioni ai fini fiscali italiani) in società residenti in Italia non sia soggetta alla Dividend WHT né all’imposta sulle plusvalenze (“CGT”).

Imposta sulle plusvalenze per paese

Le indennità di viaggio previste per i trasferimenti/viaggi d’affari sono incluse nel reddito imponibile sugli importi che superano 46,48 euro al giorno (trasferimenti in Italia), o 77,47 euro al giorno (trasferimenti fuori dall’Italia), se non vengono rimborsati i pasti e le spese di alloggio. Gli importi di cui sopra sono ridotti di:

L’assegno di ricollocazione è tassato al 50% dell’importo, per una somma che non può superare 1.549,37 euro per i trasferimenti nel territorio italiano, e 4.648,11 euro per i trasferimenti all’estero. Si noti, però, che tale trattamento di favore è riconosciuto solo per il primo anno di trasferimento.

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I rimborsi delle spese di trasloco (trasporto di masserizie, spese di viaggio del dipendente e dei suoi familiari) sono completamente esenti da imposte, se rimborsati dal datore di lavoro dietro presentazione delle relative ricevute.

Se il contratto di locazione è intestato al datore di lavoro, e il canone è pagato dal datore di lavoro, la base imponibile è costituita dalla differenza tra un valore figurativo chiamato valore catastale (pari a circa 1/10 – 1/15 dell’importo annuo del canone), aumentato delle utenze eventualmente rimborsate al dipendente, e ridotto dei contributi versati dal dipendente (se presenti).

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